Il mio pensiero va a tutti i ragazzi bocciati, a tutti quelli che a 13-15 anni si sentono già degli sconfitti.
A quei ragazzi lasciati soli, abbandonati a se stessi dalle famiglie impegnate in altro, a quei ragazzi rassegnati a cui nemmeno brucia più la sconfitta, a cui non abbiamo saputo né avuto modo di dare quasi niente, non la speranza, né un po' di fiducia in se stessi e nemmeno regole e valori o almeno passioni.
Un abbraccio a quei ragazzi rifiutati di fatto e non educati da una Scuola indifferente, chiusa in se stessa, preoccupata a difendere piccoli interessi di burocrazia e rassegnata ancor più di loro.
E che oggi inesorabile presenta loro il conto della propria impotenza e della propria silenziosa colpa, della propria ignobile ipocrita e meschina corsa a erigere scuole di serie A e scuole di serie B, per nascondere la pochezza e l'aridità, classi e sezioni buone da mettere in vetrina e mostrare agli open day, e sezioni "difficili" da declassare e tenere separate, come la polvere e lo sporco nascosti sotto i tappeti.
Siete la feccia, cari ragazzi con gli occhi di bambino, i peli sulla gote e il pomo d'adamo. I rifiuti, i deboli che la legge della giungla e dei vincenti vuol far soccombere prima che possiate alzare la testa. Mentre gli altri hanno già quasi ceduto i diritti dei loro cervelli al mercato dei consumi e delle illusioni senza speranza.
"Voi siete l'Italia peggiore" diceva un ministro nano, meschino e rancoroso.
Io non mi do pace, pensando a un'Italia ancora peggiore, sappiatelo, peggiore persino di voi.
martedì 5 giugno 2012
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